

Ogni territorio ha le proprie risorse, i propri punti forza sui quali fare leva per mettere in moto interventi celeri, efficaci e completi. Ciò che manca, però, è la conoscenza di tali risorse e la scarsa collaborazione tra i vari attori che le gestiscono.
Ai ragazzi del Servizio Civile Universale, nuovamente riuniti il 23 luglio presso il Grand Hotel Lamezia per continuare il loro percorso formativo, è stata presentata questa realtà tanto complessa da comprendere e anche da navigare.
Una formazione coinvolgente che ha messo i volontari in formazione a dura prova, dando la possibilità di immergersi nelle realtà territoriali sia dal punto di vista di utente sia di ente che fornisce l’aiuti e i servizi. È emerso sin da subito quanto la collaborazione ed il lavoro di squadra siano i punti cardine di un buon servizio. Allo stesso tempo la difficoltà più grande notata dai ragazzi è stata proprio la collaborazione, resa poco efficace dalla mancanza di dialogo e lettura dei propri centri abitativi ed oltre.
Guidati dai formatori i giovani si sono messi alla prova cercando di trare soluzioni efficaci per creare una rete territoriale per quanto riguarda i servizi, facendo uso di nozioni legali e strumenti di lavoro relativi all’azione sociale si sono cimentati nel trovare un piano d’azione concreto che potrebbe facilitare il lavoro parallelo degli enti, associazione e associazioni de terzo settore.
Il termine “rete” è stato utilizzato numerose volte nel corso della giornata, offrendo così la possibilità di comprendere adeguatamente come crearla e come utilizzarla per donare più possibili interventi alle persone fragili che si rivolgono alla propria realtà sanitaria, di carità, lavorativa e associativa per risanare disagi e fragilità che li vedono protagonisti.
La giornata i è conclusa con la consapevolezza che bisogna imparare a leggere ciò che i centri urbani offrono , e rendere tale lettura uno strumento efficace per utilizzare la rete.
