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Lettera avvento 2020

Carissimo confratello,
viviamo in un tempo che si potrebbe definire “particolare”, ma non da noi, ai quali l’esperienza sacerdotale insegna che la Chiesa vive sempre tempi “particolari”, soprattutto quando si pone la domanda sul “senso della storia”.
Questa domanda oggi coinvolge tutti non solo chi percorre un cammino nella fede.
Nel messaggio per la “Giornata mondiale dei Poveri”, il nostro Papa dice: “Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza? Come possiamo aiutarla nella sua povertà spirituale? La comunità cristiana è chiamata a coinvolgersi in questa esperienza di condivisione, nella consapevolezza che non le è lecito delegarla ad altri.”
Noi siamo chiamati a riflettere su questa” delega” per il semplice fatto che non possiamo girarla ad altre associazioni o ad altri enti di volontariato.
La Caritas parrocchiale è il segno di una testimonianza viva della Chiesa, la testimonianza dell’amore di Dio per l’umanità; non è un servizio di “pacchi o di bollette” ma condivisione. È valido anche per il nostro tempo il pensiero di Charles Péguy: “Come è pertinente alla nostra epoca piena di risentimento questo modo di descrivere l’inizio del Cristianesimo. L’essere contro non appartiene alla natura della fede; Cristo stesso lo documenta: invece di accusare la cattiveria dei tempi, pone nel mondo l’attrattiva della Sua presenza».
Ecco perché quest’anno, considerate le tante difficoltà che ogni parrocchia vive, non chiedo offerte per la Caritas diocesana, ma vi sottopongo due proposte che ritengo fondamentali per un cammino nella caritativa come tale e non come volontariato.
Nell’anno 2021 verranno proposti soprattutto alcuni incontri foraniali ai quali ciascuno di voi farà bene a portare i propri collaboratori per una formazione seria nel cammino della carità. D’altra parte questi incontri sono validi e lo confermano le molte richieste da parte vostra di parteciparvi.
Altra cosa da fare è pubblicizzare gli aiuti dell’8x1000, senza i quali, come Caritas diocesana, non avremmo potuto fare nulla.
Ci attendono momenti critici: basti pensare al timore dei tanti licenziamenti e alle nuove povertà in continuo aumento che -di certo- non potranno essere risolte con il solo pacco alimentare.
Se è pur vero che c’è questo timore, per nostra fortuna sussiste la speranza nel Cristo che è nato. “Accade così che, solo quando succedono fatti che sconvolgono il corso della nostra vita, gli occhi diventano capaci di scorgere la bontà dei santi “della porta accanto”, «di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio» (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 7”
È fondamentale coinvolgere la Comunità, perché agisca da protagonista di una carità che sia condivisione, diventando caritativa.
In questo periodo storico, la Caritas italiana e le Caritas diocesane, hanno dato un segno di questa condivisione con tutta la Chiesa, dimostrando un’appartenenza a Cristo, grazie al quale riconosciamo la passione che ci spinge ad amare: Caritas Christi urget nos (2Cor 5,14)
È la carità, sempre citando Péguy, “è madre, una madre bruciante, tutto cuore”. Nel citato messaggio il Papa osserva: “Questa pandemia è giunta all’improvviso e ci ha colto impreparati, lasciando un grande senso di disorientamento e impotenza. La mano tesa verso il povero, tuttavia, non è giunta improvvisa. Essa, piuttosto, offre la testimonianza di come ci si prepara a riconoscere il povero per sostenerlo nel tempo della necessità. Non ci si improvvisa strumenti di misericordia. È necessario un allenamento quotidiano, che parte dalla consapevolezza di quanto noi per primi abbiamo bisogno di una mano tesa verso di noi.” E le nostre mani tendiamole ai poveri, “nascondiglio” di Cristo.
Infine, mi piace ricordare l’iniziativa della “Mensa del Vescovo” nata il 30 ottobre festa liturgica del Beato Giacomo Cusmano, Fondatore della Congregazione religiosa cui appartiene il nostro amato Vescovo. presso la Chiesa del “Monte dei Morti” a Catanzaro. Sosteniamola con amore, e con gesti concreti, perché davvero ogni povero si senta accolto, ascoltato, amato e nutrito: tutto nel nome di Cristo che si è fatto uomo per noi.
Anche a nome di tutta l’équipe della Caritas diocesana, vi auguro un Santo Natale.

@ 26-10-2020 # Eventi
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