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Lettera per il mese mariano (Mons. V. Bertolone)

Maggio con te nel cuore, o Maria!

1. Si avvicina il mese di maggio… Carissimi e carissime, mentre speriamo di uscire dalla
situazione obbligata di distanziamento sociale, giudicata dalle Autorità governative
l’unica soluzione atta a tutelare la salute pubblica, lo scorrere dei giorni ci ricorda che si
avvicina il mese delle rose e dei fiori: maggio! Il santo Papa Paolo VI, descriveva così
nel 1965, il mese dedicato a Maria e chiedeva, a tutti di intensificare le preghiere e
suppliche: «All’approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a
Maria Ss.ma, esulta il Nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di
amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo.
È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso
dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro
venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono
affluiscono a noi i doni della divina misericordia»1
. Le suppliche furono finalizzate alla
felice chiusura e applicazione del Vaticano II, nonché ai timori per i venti di guerra in
una difficilissima situazione internazionale. Oggi abbiamo altri e, forse più, gravi
motivi, per elevare suppliche e preghiere alla mamma del cielo, nelle case più che in
chiesa, dove vanno evitati gli assembramenti. Anche Papa Francesco, nella sua breve
Lettera per il mese di Maggio (25 aprile 2020) ci ha sollecitato a «riscoprire la bellezza
di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure
personalmente»2
. Io stesso, a nome di tutti voi, vivo in una sorta di pellegrinaggio
mariano ed elevo a Maria una continua supplica, mentre visito e celebro l’eucaristia nei
santuari e chiese mariane della nostra arcidiocesi. In tal modo, come ci ha esortati il
Santo Padre, «contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre,
ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa
prova»3
. C’è poco da fare: abbiamo Maria nel cuore, proprio come i bambini hanno nel
cuore la mamma e a lei pensano sempre con l’aquilone della fantasia: «Bambino, se
trovi l’aquilone della tua fantasia/ legalo con l’intelligenza del cuore.// Vedrai sorgere
giardini incantati/ e tua madre diventerà una pianta/ che ti coprirà con le sue foglie.// Fa’
delle tue mani due bianche colombe/ che portino la pace ovunque/ e l’ordine delle cose.//
Ma prima di imparare a scrivere/ guardati nell’acqua del sentimento»4
.
1 Paolo VI, Lettera enciclica Mense maio per indire suppliche alla Beata Vergine Maria nel mese di maggio, n. 1: AAS 57 (1965), 353-
358.
2 Lettera del santo padre Francesco a tutti i fedeli per il mese di maggio 2020:
3 Ibidem.
4 Alda Merini, Bambino (da La terra santa, 1984).

2. Il cuore della Mamma. Il cuore della Mamma celeste, è particolarmente sensibile verso
coloro che ella considera figli nel Figlio. Perciò rivolgiamoci con umile sentimento a
lei, eleviamo verso di lei le due mani come bianche colombe; invochiamola
particolarmente sotto i titoli di salus infirmorum e di consolatrix afflictorum, perché
porti ordine nelle cose del mondo e salute nei corpi.
O Maria, salute dei malati, degli infermi e dei morenti, ti affidiamo tutti coloro che
muoiono da soli nei centri di rianimazione e in casa, senza il conforto né di una carezza,
né dell’Unzione degli infermi che salva perché dona la vera salute del corpo e
dell’anima! O Maria, Madre della consolazione, davanti a te, nel mese a te dedicato, ci
mettiamo in ginocchio e ti invochiamo; davanti a te, Madre consolatrice, ci prostriamo
con le nostre colpe, peccati, dubbi e omissioni; con le nostre afflizioni, dolori e
sofferenze nell’anima e nel corpo. Ti preghiamo, con la dolce catena del Rosario,
d’intercedere per noi presso il Figlio tuo Gesù nostro Signore benedetto, che tra i beati
indicò gli afflitti, quali noi ora siamo per questa pandemia e pentiti imploriamo la tua
consolazione: non ce la negare, Madre nostra e di Dio, perché non manchi a noi quel
balsamo ch’è profumo nell’aria ed è pace nei cuori!
3. Una maratona di suppliche a Maria. La preghiera della Supplica alla Madonna del
Rosario di Pompei, che reciteremo l’otto maggio a mezzogiorno, e il canto alla Vergine,
che apparve ai tre pastorelli a Cova d’Iria il tredici maggio, saranno come due tappe,
iniziale e intermedia, di questa maratona di suppliche che, vi invito a percorrere sotto il
profilo mediatico, oltre che personale e familiare, nel corso di questo mese mariano
2020. Una maratona di preghiere, in preparazione della festa pasquale della Pentecoste.
Grazie al nostro correre supplice a Maria, saremo degni se ben disposti di ricevere una
nuova effusione di Spirito Santo. Con l’ultimo giorno di maggio, solennità della
Pentecoste, chiuderemo il mese di Maria e, insieme, del suo Risorto Figlio, ascoltando
le dolci parole di Cristo nostra Pace: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io
mando voi» (Gv 20,19.21). Pace e missione siano le due parole ricorrenti nelle nostre
preghiere in questo mese, per volgerle a vantaggio nostro e del mondo intero. Con la
maratona di preghiere, vi suggerisco, come “fioretti” alcune iniziative particolari: ogni
parroco, soprattutto nei piccoli centri, reciti con l'altoparlante il rosario, spostandosi
però, dove possibile, nei vari quartieri del territorio parrocchiale, inoltre, il suono delle
campane scandisca alle ore dodici di ogni giorno la preghiera del Regina caeli laetare e
covid 19 permettendo, pensiamo ad una processione di ringraziamento alla Vergine
santa per lo scampato pericolo, ed infine, coinvolgere, soprattutto, i benestanti affinché
portino a fine mese "qualcosa", in viveri ovvero in offerta per i poveri, per risollevarli
dal loro disagio.
4. Pace e missione. Nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, dal 1967 si
celebra in tutto il mondo la «giornata della pace». La pace, in senso biblico, è il dono
messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e
pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale,
istituzionale, economico e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo. La
fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace» (Lumen gentium, n.
9), appare evidente nel ruolo di ogni cristiano, negli sforzi dell’intera umanità per la pace
del mondo, che oggi, nella fase in cui tacciono forzosamente gli armamenti, è soprattutto
auspicio dei cuori e delle relazioni interpersonali. L’isolamento sta provocando talvolta
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lacerazioni nei cuori, soprattutto di coloro che si trovano altrove rispetto ai propri cari,
anche se in difficoltà o addirittura morenti. Molti hanno il cuore afflitto e non trovano
pace, anche perché l’isolamento fa emergere tanti conflitti latenti, tante rivalità, tanti
rancori che forse covavano in fondo agli animi e, a causa delle tantissime ore vissute
insieme in quarantena o in distanziamento sociale, sono riemersi. Quanti sommovimenti
nei cuori, quante incomprensioni, quanti attriti… L’isolamento, tuttavia, sta favorendo
una rinascita della casa comune: è primavera non soltanto stagionale: lo è per l’aria meno
inquinata, per gli animali, la fauna e la flora (in primis le rose e i fiori di maggio), per
sora nostra madre Terra: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,/ la quale
ne sustenta et governa,/ et produce diversi fructi con coloriti flori et herba». Molti, poi,
sono degli isolati per condizione: pensiamo gli ammalati in quarantena, per esempio e
poi chi muore solo, ai morenti da soli, ai carcerati, cui sono vietati gli incontri con i
propri cari… Pace, o Madre di Cristo-nostra pace! Grazie Signore per il tuo amore
pacificante e misericordioso; grazie per l’invito a rimanere in te per debellare la tempesta
e godersi la bonaccia. Grazie perché hai scelto in modo particolare noi nel tempo della
pandemia dandoci ancora e sempre tua Madre, che, Regina della Pace: da ogni luogo
invita il mondo alla pace e alla riconciliazione, alla conversione per mezzo di un
rinnovato digiuno e preghiera. Carissimi e carissime anche se ci sono concesse poche
uscite giacché siamo in pace con Dio e con il prossimo mettiamoci in missione sui passi
di Maria che si portò fino a Fatima per rivelare ai tre pastorelli alcuni segreti di Dio. Alla
luce del mistero del Figlio incarnato, sceso in missione nella carne per stare in mezzo a
noi, pensiamo a chi ha perduto la speranza, o è sfinito per le lacrime, per la propria
famiglia ed il lavoro o ha bisogno di una mano non solo pratica, ma spirituale, solidale,
amica e, soprattutto, capace di rasserenare, infondere coraggio, accompagnare tutti verso
una situazione, dove come ci si ripete, niente sarà come prima.
5. Una breve meditazione quotidiana. So che tutti i sacerdoti stanno utilizzando
creativamente i new media non soltanto come mezzi di comunicazione, ma come vera e
propria comunità cristiana reale via web, che consente la partecipazione alla Messa, agli
incontri di catechesi e di preghiera… Ai presbiteri propongo, pertanto, di avviare essi
stessi la preghiera quotidiana del Rosario, con qualche minuto di meditazione,
prendendo spunto da precisi vocaboli, che mi permetto di suggerire, selezionandoli alla
luce della Lettera e delle Preghiere del Papa. Li scelgo tra quelli che riterrei
maggiormente idonei in questa fase di pandemia e in attesa di progressivo ritorno alla
normalità. Eccone l’elenco: 1) cammino esistenziale; 2) salvezza; 3) speranza; 4) salute;
5) Provvidenza; 6) volontà di Dio; 7) protezione celeste; 8) rifugio in Dio; 9) sofferenze
e angosce; 10) smarrimento e pianto; 11) fiducia; 12) protezione celeste; 13) scienza e
medicina; 14) lavoro e professioni; 15) destinazione del denaro: 16) senso di
appartenenza alla comune famiglia umana; 17) consolazione; 18) afflizione; 19)
preghiera: 20) onnipotenza divina; 21) affidamento; 22) cammino di fede; 23) defunti;
24) ammalati allettati; 25) carcerati.
6. O Madre del perpetuo soccorso… Invochiamo ogni giorno, carissimi e carissime, la
Madre del perpetuo Soccorso, come fanno i fedeli di Roma (Chiesa di sant’Alfonso, in
via Merulana) davanti alla sua Icona: O Madre del Perpetuo Soccorso, con la più grande
fiducia ci prostriamo davanti a te per implorare il tuo aiuto. Non confidiamo nei nostri
meriti e nelle nostre opere, ma nei meriti infiniti di Gesù Cristo e nel tuo materno,
invincibile amore. Tu hai visto le piaghe del Redentore e il suo sangue sparso sulla
croce per la nostra salvezza. È il tuo Figlio morente che ti ha dato a noi per madre. E
non sei tu, o Maria, che hai scelto il dolce titolo di nostra Perpetua Soccorritrice? O
Madre del Perpetuo Soccorso, per la dolorosa passione e morte di Gesù, per le
indescrivibili sofferenze del tuo Cuore, per la gloriosa Resurrezione del tuo Figlio che
ci dona lo Spirito datore di vita, lo Spirito che ti rese feconda e ti ha assunto in cielo in
anima e corpo, ti supplichiamo ardentemente di ottenerci dal Signore la grazie della
guarigione, della salute, della pace e della missione, che tanto desideriamo e delle quali
abbiamo tanto bisogno in questo tempo. Amen.
7. Vi + benedico uno ad uno e una ad una. Covid 19 permettendo, date da parte mia una
carezza agli anziani e ai bambini ed un saluto affettuoso a tutti i fedeli.
Catanzaro, 27 aprile 2020
@ 28-04-2020 # Catechesi
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