Ti trovi in: Home Page  \ Archivio Notizie \ Dettaglio Notizia
print

Lettera dell'Arcivescovo Bertolone per la Diocesi

Fedeli carissimi,
il verificarsi nella nostra vita quotidiana di scene, che fino a ieri
ritenevamo possibili solo al cinema, sta provocando dolore e sofferenza, condivisi con il
resto d’Italia e le altre Nazioni coinvolte nella diffusione epidemica da Coronavirus.
In questi giorni avrei dovuto compiere la Visita pastorale nella forania di
Chiaravalle ed una serie di altre attività pastorali (visite e celebrazioni nel carcere, negli
ospedali, scuole, convegni). L’emergenza presente, sempre più stressante, e la necessità
di rispettare le stringenti norme dettate a tutela della salute pubblica in quest’ora grave e
difficile, suggeriscono un prudente rinvio. Ma se pure non potrò essere fisicamente tra
voi, continuerò ad esserlo con il cuore. Mi torna alla mente l’immagine di don Camillo,
che in uno dei tanti film tratti dai libri di Guareschi dopo un’alluvione del Po, alla gente
di Brescello costretta ad abbandonare le case, rivolge l’invito ad affrontare con fede le
grandi difficoltà del momento ed a non perdere la fiducia in Dio, prima di tornare lui solo
nel paese ormai inondato, per poter continuare a celebrare messa e diffondere ogni giorno
per i campi e le valli il suono delle campane.
Abbiate fiducia, non perdete la fede: accogliete le mie parole come un delicato
segno di affetto da parte di un Pastore che si propone di camminare davanti, accanto e
dietro al gregge che il Signore gli ha affidato, e di sostenerlo soprattutto nei momenti
della difficoltà e della prova.
Con queste righe, anzitutto, esprimo vicinanza ai malati, agli anziani e, in
particolare, a chi, in questo momento, nei nostri ospedali, sta lottando contro l’infezione
del coronavirus, oppure è in quarantena nelle abitazioni private. A voi dico di lasciare,
con docilità d’animo, che sia la luce della fede in Gesù risorto, che dona salute e salvezza
al mondo, a sanare le ferite delle sofferenze, umane e spirituali.
Gratitudine, riconoscenza e ammirazione manifesto poi per il personale sanitario e
parasanitario, i medici e gli infermieri che in queste ore convulse stanno assicurando, con
grande umanità ed in molti casi sprezzo del pericolo, un prezioso servizio di
professionalità e di dono oblativo per tutti noi. Un pensiero affettuoso rivolgo anche alle
forze dell’ordine ed agli uomini ed alle donne delle istituzioni impegnati nella gestione
dell’emergenza: compito non facile, il loro, che per essere svolto al meglio necessita
adesso della collaborazione, della disponibilità e di un forte senso di responsabilità di tutti
noi.
Tornerà il tempo dell’allegria, dello stare insieme nelle piazze e nelle chiese, e
perché possa tornare al più presto per tutti, dobbiamo fare fino in fondo la nostra parte ed
a rispettare la normativa emanata, senza aspettare che ci venga imposta: di fronte a ciò
che sta accadendo, un cambiamento nello stile di vita è indispensabile. Per questo confido
che accoglierete con comprensione anche le restrizioni liturgiche adottate per
circoscrivere il contagio: sappiate che esse sono state prese esclusivamente a difesa del
bene supremo della vita, individuale e sociale.
Trasformiamo uno stato di crisi in opportunità: sia questo il momento, per tutti noi,
di intensificare la preghiera quotidiana, da soli e con i nostri familiari. Possano le nostre
case diventare cenacoli di preghiera, dove sperimentare la misericordia di Dio, il cui
desiderio eucaristico ci spinge ad una più intensa comunione spirituale, con il Signore e
con i nostri fratelli. È davvero “forte” la Quaresima che siamo chiamati a vivere, ma
auspico che queste limitazioni alle nostre usuali libertà siano anche occasione privilegiata
per riflettere sulla nostra umana fragilità e sul senso della vita, nonché per valorizzare gli
affetti familiari.
Ancora, come don Camillo, vi invito ad elevare insieme una preghiera verso l’alto
dei cieli: non è la prima volta che l’umanità si trova a far di conto con il male, a patire la
sofferenza, in molti casi ad abbandonare affetti e case. Un giorno, però, come dopo ogni
alluvione, il sole tornerà a splendere. Ed allora ci ricorderemo della fratellanza che ci ha
unito in questi terribili frangenti, e con la tenacia che Dio ci ha donato ricominceremo a
lottare perché il sole sia più splendente, i fiori più belli ed il dolore di queste ore sparisca
dai nostri cuori e dalle nostre città e paesi.
Non siete soli: il vostro Vescovo sarà con voi. Vi chiedo di segnalarmi casi di
marginalizzazione sociale, di persone e di famiglie bisognose di aiuto, materiale o
spirituale, in quanto proverò a dare il conforto e l’aiuto necessario.
Non smettiamo mai d’invocare il Signore della vita e medico delle anime e dei corpi,
nostro Signore Cristo Gesù! Chiediamo l’intercessione di Maria, Salute degli infermi e
dei malati! Invochiamo il patrocinio del santo nostro, Francesco di Paola e di tutti i santi
Patroni della Diocesi e delle Parrocchie!
Vi benedico tutte e tutti nel Signore, chiedendoVi un ricordo nella preghiera. A
presto!
Catanzaro, 9 marzo 2020

+ P. Vincenzo Bertolone,
@ 09-03-2020 # Notizie
Letta 77 volte