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Le Fondazioni Anti Usura, natura e finalità

Le Fondazioni Anti Usura

Natura, finalità e modalità di azione
Nello scenario della ns società in cui si è ancora una volta accentuata la cultura del bisogno, la richiesta di aiuto delle famiglie diventa sempre più pressante.
Questo aspetto, che è rilevabile attraverso l’analisi dell’attività delle Fondazioni antiusura, è stato e dev’essere sempre più oggetto di approfondimento onde evitare che le famiglie e le imprese, si rivolgano a finanziatori senza scrupoli, mantenendole o riconducendole nell’ambito del credito legale.

Scopo statutario delle Fondazioni
In base allo statuto le attività fondamentali delle Fondazioni sono:
- L’attività di assistenza tecnica e di informazione economica e giuridica in favore di soggetti a rischio di usura;
- La costituzione di un “fondo di garanzia” affinchè le banche convenzionate eroghino finanziamenti sulla base di specifici accordi;
In primo luogo le Fondazioni Anti Usura operano come garantinei confronti delle banche con le quali stipulano apposite convenzioni e presso le quali promuovano, attraverso un’attività di istruttoria preliminare, la concessione di finanziamenti a favore di soggetti a rischio d’usura.
Lo Statuto indica in via generale come beneficiari di tali attività i privati e le imprese, con preferenza per i piccoli imprenditori(commercianti e artigiani) che presentino determinati requisiti:
- Non siano ancora caduti in usura;
- Vivono in uno stato di difficoltà economico finanziaria tale da rendere prevedibile il ricorso a prestiti usurari;
- Non siano in possesso di requisiti per accedere al credito ordinario(Banche e Finanziarie);
- Si trovino a dover affrontare situazioni improvvise di difficoltà o spese di carattere straordinario (malattie, disabilità, ecc).
L’intervento delle Fondazioni ha in generale un carattere globale, in quanto riguarda l’intera debitoria del soggetto che chiede aiuto.
L’attività è volta, in sintesi, al raggiungimento di tre obiettivi:
- La precisa conoscenza della situazione debitoria e creditoria del soggetto;
- L’elaborazione di un piano di rientro che permetta al beneficiario di ridurre o eliminare le posizioni debitorie pregresse, anche attraverso accordi a saldo e stralcio con banche o altre finanziarie;
- Infine, la riduzione dell’indebitamento a un solo finanziamento, garantito dalle Fondazioni che consenta non solo di estinguere i debiti, ma anche di salvaguardare le spese indispensabili per il mantenimento della famiglia.
Lo strumento operativo principale è il fondo di garanzia costituito prevalentemente dai contributi che il Ministero dell’Economia eroga ai sensi della legge 108 del 1996.

Modalità d’azione(Osservazioni)
- Le istituzioni dovrebbero mirare a promuovere lo sviluppo delle Fondazioni in tutto il territorio nazionale e a creare alle stesse minore difficoltà nel rapporto con l’istituto di credito convenzionato;
- L’istituzione di un protocollo d’intesa che preveda l’impegno da parte delle banche a non considerare pregiudizievole la pregressa condizione di “protestato” per le richieste di finanziamento, avanzate da coloro che sono a rischio d’usura;
- Una volta presentata la richiesta di finanziamento da parte di coloro che si trovano in precarie condizioni economiche, ogni atto esecutivo a loro carico dovrebbe essere bloccato così pure gli interessi convenzionali o legali,come prevede la legge n. 3/2012(Sovraindebitamento), la cui gestioneattualmente non rientra nelle competenze delle Fondazioni Antiusura; sarebbe auspicabile che ciò, attraverso un intervento legislativo, si realizzasse.
Considerato, inoltre che gli istituti di credito convenzionati sono sempre più restii a concedere prestiti a soggetti economicamente deboli, nonostante le garanzie richieste alle Fondazioni sono sempre più elevate,le banche etiche che operano in ogni singolo territorio potrebbero, forse, dare soluzioni più rispondenti alle necessità espresse da coloro che considerano le Fondazioni antiusura come l’unica strada percorribile, prima d’intraprendere altre vie.

Analisi dell’attività(Fondazione Santa Maria del Soccorso o.n.l.u.s.)
L’analisi dell’attività operativa svolta in circa venti anni dalla ns Fondazione Antiusura ha permesso di enucleare alcuni dati significativi, utili elementi di conoscenza per misurare la diffusione dell’alto rischio di usura nella nostra regione e le azioni di prevenzione.
In linea generale si è potuto constatare come, dopo un avvio contenuto, sia per numero di soggetti contattati sia per quantità ed entità degli interventi effettuati un notevole livello di operatività. Oggi, per tutta una serie di elementi, da analizzare e valutare con attenzione, è necessario che la Fondazione,a breve, si riappropri di quel ruolo che l’hanno resa nota nel tessuto sociale della città e in tutto il territorio regionale. Per poter avere un quadro dell’incidenza più dettagliata della valenza operativa della ns Fondazione, possono essere presi esame i bilanci annuali dell’attività svolta.
Denominazione:
“Fondazione Santa Maria del Soccorso o.n.l.u.s.”, iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Catanzaro e della Regione Calabria, ai sensi e per gli effetti del DPR 10/02/2000, n. 361;
Indirizzo: via Carlo V° 193, 88100 Catanzaro;
Telefono: 0961. 759550;
e-mail: antiusuracz@tin.it;
Attività:
Opera in tutto il territorio della Regione Calabria, limitatamente alle operazioni di assistenza prevista dalla legge n. 108/96; per le altre attività statutarie, opera esclusivamente nell’ambito del territorio della provincia di Catanzaro.
Avvalendosi della collaborazione di vari esperti e di propri volontari, fornisce un valido supporto alle famiglie che vivono in condizioni di emarginazione sociale, quindi a rischio di usura, attraverso un’azione preventiva di carattere educativo e formativo (Legge n. 108/96).
In sintesi l’attività è la seguente:
- Ascolta le persone e le famiglie che versano in condizione di indebitamento e che sono a rischio di usura, approfondendo le loro reali condizioni economiche e le relative prospettive di soluzione;
- Richiede la documentazione che comportatale stato;
- Fornisce consulenza legale e finanziaria ed ogni forma di mediazione finalizzata a realizzare la soluzione;
- Rilascia le garanzie necessarie per accedere a crediti bancari, con i quali realizzare la ripresa delle persone e delle famiglie;
- promuove la cultura della legalità e la conoscenza delle leggi sull’usura e sul racket;
Nella prospettiva della prevenzione del fenomeno dell’usura, la Fondazionesi è adoperata, in un recente passato, di mettere in atto, a sostegno delle famiglie e dei giovani, alcune iniziative come la formazione di una corretta mentalità sull’uso del denaro, sulla legalità, sui consumi e sull’indebitamento.
Fra le attività più significative va ricordato che nel corso dell’anno2006la Fondazioneha dato vita ad una campagna di sensibilizzazione sui temi dell’usura, istituendo il Premio Annuale sulla solidarietà (“Borsadi studio”) per i giovani laureati e il convegno, in collaborazione con l’A.Ge “Associazione Italiana Genitori” di Catanzaro sul tema: “Famiglia, usura e sovraindebitamento”.

Gioco d’azzardo
Il fenomeno del gioco d’azzardo sta assumendo i contorni di una vera e propria dipendenza psicologica in un momento di difficoltà economica. Il miraggio di una ricchezza facile ed immediata ha mandato in rovina molte persone. Particolarmente esposti sono i giovani, i disoccupati, le famiglie, gli anziani soli. L’azzardo è nocivo, illude le persone, disintegra le famiglie. Moltisono i casi,segnalati dal “Centro di Solidarietà Calabrese”a favore dei quali la Fondazione è intervenuta.

Il ruolo della Comunità ecclesiale
L’impegno della Chiesa, da sempre ispirata da un profondo desiderio di giustizia, solidarietà e di legalità, attraverso le Fondazioni dovrebbero guardare in particolare ai giovani. E’ necessario formarli all’uso responsabile del denaro e al senso del risparmio finalizzato ed etico: l’usura, prima che un problema economico è un problema di formazione che non ignora il valore di una vita ispirata alla sobrietà. Pertanto il ruolo delle Fondazioni ha un grande significato ecclesiale. Per questo la comunità diocesana, come annota Mons. Montenegro, già Presidente della Caritas Nazionale, in una sua relazione, “le parrocchie, i fedeli laicinon possono considerare l’impegno delle Fondazioni antiusura come esterno ed estraneo alle proprie preoccupazioni pastorali. Non devono però sentirsi solo sotto l’aspetto d’intervento economico, ma anche dentro i percorsi educativi”.
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Si può debellare l’usura?
Questointerrogativo accompagna tutti i volontari che assicurano quotidianamente contro questa diffusa piaga sociale con competenza e disponibilità per sostenere le famiglie, i giovani disoccupati, le persone vittime del gioco d’azzardo. Ciò è realizzabile se si riesce a promuovere rete di collaborazione tra vari soggetti quali le Chiese locali, gli Istituti Religiosi, le parrocchie, le associazioni di volontariato, lefondazioni diffuse sul territorio. Altra iniziativa, da prendere in considerazione sarebbe l’istituzione, in almeno tre zonepastorali della nostra Diocesi, “Centri di Ascolto”, che dovrebbero essere gestiti dai volontari della Fondazione in collaborazione con il parroco.
Specifiche iniziative di sensibilizzazione, andrebbero indirizzate alla scuola.

Conclusioni(Alla c.a. di S.E. Rev.ma Mons. Vincenzo Bertolone Arcivescovo)
Eccellenza Rev.ma, questa breve relazione non ha la pretesa di illustrare con chiarezza il fenomeno dell’usura in tutta la sua gravità, ma la speranza di aver contribuito ad evidenziare, sulla base degli anni trascorsi a servizio della Fondazione, qualche elemento che dia una chiara visione del fenomeno dell’usura nella nostra regione.
Il lavoro da fare è ancora tanto, però non mancano gli uomini di buona volontà, gli strumenti e le risorse per contenere la piaga dell’usura nel nostro territorio, sempre che si continui a lavorare con armonia e serenità.

Catanzaro, 09/01/2020

Devotamente
Antonio Coccimiglio



@ 18-01-2020 # Notizie
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