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La risoluzione. L'Onu: una giornata per tutte le vittime dell'odio religioso


Il 22 agosto la ricorrenza contro la violenza «basata sul credo». I vescovi pachistani: fenomeno in crescita contro le minoranze



Mai più violenza contro le persone per motivi religiosi o per convinzioni riconducibili ad espressioni della libertà religiosa. L’Onu ha indetto, per il 22 agosto, la "Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sul credo religioso". Con una risoluzione, approvata lo scorso 28 maggio durante la 75esima Assemblea generale, l’Onu ha invitato a tutti gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e la società civile, a celebrare tale giornata e a voler dare un adeguato risalto ai temi collegati. La risoluzione – afferma l’agenzia Fides – oltre a condannare fermamente tutti gli atti di violenza contro le persone, punta pure il dito contro gli attacchi a case, aziende, scuole o centri culturali riconducibili a una comunità religiosa, come contro i luoghi di culto, i siti religiosi e i santuari. Ferma e totale condanna, nella risoluzione Onu, pure di qualsiasi atto o pratica del terrorismo e dell’estremismo violento favorevole al terrorismo, in tutte le sue forme e manifestazioni, da chiunque sia commesso indipendentemente dalla motivazione.


La proposta di risoluzione era giunta dal Ministro degli Esteri polacco, Jacek Czaputowicz, a nome di nove Paesi del gruppo centrale, che hanno motivato la richiesta con l’aumento senza precedenti della violenza contro le comunità religiose e i membri delle minoranze religiose. La risoluzione, a titolo di esempio, cita gli attacchi contro le moschee del 15 marzo scorso a Christchurch, in Nuova Zelanda, e quelli della domenica di Pasqua in Sri Lanka contro le comunità cristiane: un tragico monito di come la libertà di credo è un diritto umano fondamentale e l’odio per i gruppi religiosi può causare omicidi di massa di vittime innocenti.

«Si è registrato un aumento allarmante di episodi di violenza rivolti in particolare contro le minoranze religiose», avevano dichiarato a fine maggio a Fides i vescovi del Pakistan. Un drammatico fenomeno che recentemente, denuncia sempre Fides, si è registrato pure in Marocco, in Messico, Brasile e Nicaragua. La celebrazione della giornata il prossimo 22 agosto, afferma l’Onu, «contribuirà a creare una piattaforma inclusiva per gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e la società civile per partecipare alle attività destinate a commemorare le vittime e a sostenere i sopravvissuti».
www.avvenire.it
@ 07-06-2019 # Articoli
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