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meditazione 2^ OMELIA DOMENICA DI QUARESIMA ANNO C 2019


In questa domenica voglio proporre la meditazione sul Vangelo, soffermandomi su un passo della passione su cui spesso abbiamo meditato nel pio esercizio della Via Crucis e a cui tanti di noi si sentono in qualche modo legati. È il passo prima della crocifissione:”Gesù viene spogliato delle sue vesti”.
Facevo questa riflessione la vigilia di Natale dell’anno scorso quando in ospedale celebravamo la S. Messa. Mi sono soffermato sulla statua di Gesù Bambino, coperto da un semplice lenzuolo, simile a quello che gli adulti una volta usavano alla nascita: “La camicetta della buona fortuna”. Pensavo che esiste un momento delicato dell’uomo in cui di fronte alla sofferenza della malattia si aggiunge anche la dignità della sua umanità.
Spogliare un uomo, riconoscere la sua fragilità e la nudità che spesso viene osannata nella moda, invece, è segno di debolezza. Pensiamo al passo della Genesi, dopo il peccato di Adamo ed Eva:” Allora si aprirono gli occhi ad
entrambi e s’accorsero che erano nudi”.
Gesù si offre in tutto ciò che è. Nel suo dono che precede la morte in croce, offre il suo corpo, un amore non limitato alla sola solidarietà umana, ma un amore che ci salva in tutto. Come diceva LUDWIG WITTGENSTEIN “Tu non puoi chiamare Cristo il Salvatore, senza chiamarlo Dio. Perché un uomo non ti può salvare”.
Si tratta di una salvezza che si offre e che chiede al cuore dell’uomo la ricerca dell’essere amato. Un uomo non si lascia andare, se prima non scopre di appartenere ad un Altro.
San Giuseppe Moscati che era medico, sapeva bene che la malattia non è solo la sofferenza del corpo e da uomo di carità qual era, sapeva guardare oltre. Infatti diceva:” Gli ammalati sono le figure di Gesù Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori, vengono a capitare in ospedale per disposizione della misericordia di Dio che li vuole salvi”.
Quello di Cristo è un amore eterno perché è un amore che non si offre se non in tutto quello che è. Come avviene in ospedale, quando di fronte al dottore ci lasciamo curare, così noi dobbiamo offrirci a Gesù e lasciare che Egli sia la vera cura che ama.
Diceva don primo mazzolari:” “La redenzione non ha né surrogati né mezze vie.”
È una certezza l’amore misericordioso di Dio, è un amore come mediteremo poi in queste domeniche di quaresima, la parabola del Padre Misericordioso, che accoglie l’umanità dispersa, che ha lasciato la casa del Padre, che ha scelto di sperperare i suoi averi, che ha vissuto nella disperazione di non sentirsi più amati, di essere chiamati figli.
Ma come Gesù bambino, nella sua umanità più vera, la Madonna ci offre questa Via. Perché Lei sarà come ogni madre, che vigilia accanto al figlio, pronta a curare, pronta a vegliare, pronta ad amare.
@ 11-03-2019 # Catechesi
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