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RISPOSTA AL QUESTIONARIO CARITAS

RISPOSTA AL QUESTIONARIO CARITAS
Nel mese di gennaio 2018, a tutte le parrocchie abbiamo consegnato il questionario Caritas per valutare in modo particolare le nuove povertà e le risposte da poter dare come Caritas diocesana.
Dopo 4 mesi, anche se più volte abbiamo ribadito che dovevano rispondere sia le parrocchie più piccole che quelle che non hanno la Caritas parrocchiale, abbiamo raccolto solo il 50% delle risposte.
Foranie come Sersale, Catanzaro centro, Squillace, Gimigliano, Taverna, Chiaravalle e Serra San Bruno. Hanno risposto in pochi.
Da quanto abbiamo rilevato, possiamo dare alcuni dati:
Quasi tutte le 61 parrocchie che hanno risposto, hanno riferito di avere la Caritas parrocchiale. Da ricordare, però, che solo le persone di buona volontà che si limitano ad aiutare per la distribuzione dei pacchi alimentari, non costituiscono una Caritas parrocchiale. Come per le catechiste/i è necessaria una formazione spirituale e culturale.
In tanti hanno chiesto una formazione. Per le singole parrocchie che hanno chiesto un aiuto, ci si sta già organizzando.
Riguardo gli incontri foraniali, da 7 anni, ad ogni lettera della Caritas diocesana, abbiamo sempre dato la disponibilità come Equipe di programmare un incontro, ma solo in due occasioni siamo stati interpellati. Come singole Caritas parrocchiali, siamo stati invitati solo in 5 parrocchie.
Sono poche le Caritas parrocchiali che collaborano con la Caritas diocesana. Alcune, poi, non hanno mai offerto nessun contributo in occasione dell’Avvento o della Quaresima.
In questi anni, le offerte sono aumentate.
Sono state lodevoli poi quelle per: Pro-terremoto, siccità Africa; Alluvione.
Riguardo alle povertà, risulta che il problema più grave è la disoccupazione giovanile. Nelle parrocchie delle località marine e città, si aggiunge quello degli immigrati in difficoltà. Poche le povertà che riguardano i giovani a rischio, le vittime dell’usura, i tossico dipendenti, gli alcolisti, le persone coinvolte nella criminalità.
Le persone coinvolte nel gioco d’azzardo non sono molto numerose.
Quasi assente la povertà delle persone senza fissa dimora, i detenuti o gli ex detenuti.
Riguardo a questo ultimi dati, confrontando i dati dei questionari con quelli del nostro osservatorio , ci si pone una domanda:”I poveri che si rivolgono alla Caritas diocesana, da dove provengono???”
Le proposte della Caritas parrocchiale sono quasi tutti simili. Si risponde maggiormente con l’aiuto alimentare e vestiario.
I centri di ascolto parrocchiali sono pochi.
Sono diminuite le persone “di passaggio” che chiedono aiuto alle parrocchie.
Quasi tutte le parrocchie, anche quelle che non hanno risposto ai questionari, hanno il Banco alimentare, l’Emporio solidale o entrambi. Più di 54 parrocchie hanno aderito all’Emporio o e altre collaborano con qualche associazione legata al Banco alimentare.
Molte parrocchie si sono organizzate singolarmente per la raccolta di alimenti , soprattutto nei tempi forti dell’anno o in alcune occasioni in particolare.
Quasi ogni sabato, nei grossi supermercati, è presente un’associazione o la Caritas parrocchiale per la colletta alimentare. Alcune fanno la raccolta presso i negozi di altre parrocchie.
Le parrocchie dotate della mensa si trovano quasi tutte in città. Qui la mensa viene svolta nei diversi giorni della settimana per poter offrire a tutti un pasto caldo ogni giorno: Segno concreto di collaborazione.
Pochi offrono un aiuto medico perché è difficile farlo. Nello stesso tempo, però, la Caritas diocesana invita a collaborare con gli esperti nel settore del Banco Farmaceutico; il Conventino e l’ass. della dott. Sacchi.
In questi anni, come Caritas diocesana, siamo riusciti a creare una rete con varie associazioni e, in particolare, con esperti nel settore per andare incontro alle nuove povertà e risposte concrete come il “prestito della speranza” e il REI.
Come spesso ho ribadito “Stiamo attenti a non inventarci il bisogno”. Occorre essere risposta ad un bisogno al di là delle simpatie o delle antipatie.
La caritativa come le povertà sono sempre in continua evoluzione. Ci si deve porre in confronto e fare delle scelte mirate. Abbiamo deciso di tagliare con il microcredito. Tante persone sono state aiutate e i parroci hanno fatto da garante, ma solo poche hanno restituito l’aiuto ricevuto.
La Caritas diocesana è impegnata in modo particolare con il progetto 8x1000. Ad ogni attività, viene sempre ribadito che tutto ciò che facciamo è garzie all’aiuto dell’8x1000 e quello del nostro Arcivescovo.
Dal 2019 non avremo più il contributo della CEI per l’anticrisi (quasi 60.000,00- sessanta mila euro- ogni anno) e, visto il calo delle offerte, saremo costretti ad ulteriori tagli.
Ricordo a tutti i parroci che c’è un sito ufficiale della Caritas diocesana, aggiornato quotidianamente, in cui potranno prendere visione delle varie attività, proposte e contatti. www.caritasczsq.it




@ 25-04-2018 # Eventi
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