Le cose possono essere "mie" perchè ne faccio esperienza a partire da un bisogno che ho, mettendoci cioè la mia partecipazione, il mio esserci dicendo cosa voglio, col mio particolare problema. E adesso desidero essere più disponibile e più autentico, e non più "a posto" o più giusto, ma soprattutto voglio rimanere legato là dove ho visto che si può domandare tutto, dove mi chiedono non di essere bravo, ma di essere vero. (Giulio, Milano - Tracce ott 2006 - p.68)